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Diario del GTE - da Pomonte al Cavo
29/30 Aprile 2006
LE FOTO
Tappa
n° 1 “La Sfacchinata”
Portoferraio - Pomonte
Zona portuale di Portoferraio,
area autobus, quello per Pomonte dovrebbe partire alle 5,35 ma è solo alle
5.45 che le luci del torpedone ci tranquillizzano, pensavamo già alle
possibili alternative!
Arriviamo comunque in
perfetto orario, attraversiamo il paese e passando davanti ad un panificio,
un pezzo di pizza calda “cade” nello zaino di Mauro!
Ad onor del vero, Mauro se la
mangia subito, mentre è Gaia che gli stiva i nostri pezzi nel suo zaino.
Più avanti notiamo l’indicazione di una
fonte, dove è possibile fare il carico di acqua; ancora 100 metri e
raggiungiamo il piccolo ponte in legno1 che segna l’inizio
del GTE con il sentiero 31, sono le 7,15.
Pomonte – radura monte Perone
Resetto il GPS, prendo nota
dell’ora e via!
Si comincia a salire fra
terrazze coltivate; dopo circa 850 metri di cammino il primo incrocio2
fra il sentiero n° 9 che continua a costeggiare il fosso di Pomonte verso
Est ed il 31 che gira a destra in direzione Sud Est verso il monte Orlano.
La salita diventa presto più
ripida e con 11 kg sulle spalle, è opportuno dosare bene le forze; giusto il
tempo di arrivare sull’Orlano che comincia a piovere, così sfruttiamo un
caprile3 come riparo, ed attendiamo pazientemente 55’
prima di riprendere il cammino sotto una pioggerellina leggera; l’umida
attesa non ha giovato al mio tendine destro che comincia a pungere, ma cerco
di non dargli importanza.
Oltrepassiamo un secondo
bivio, una deviazione che congiunge il sentiero 31 al 35; superiamo poi il
monte Cenno e le Mure felici nell’ incontrare ancora altri caprili, se la
pioggia aumenta...
Superiamo il colle
della Grottaccia, e poco dopo siamo al bivio4 formato da
quattro sentieri l’ 8, il 9, il 30 ed il 31; alcuni mufloni si fanno
avvicinare fino a poche decine di metri, consapevoli di essere nel loro
habitat ideale, per poi allontanarsi rapidamente a loro piacimento; intorno
alle 11,00 cessa finalmente di piovere, e proseguiamo la salita in direzione
di Malpasso5, dove scolliamo nel versante nord alle 11,12
incrociando lo 00.
Subito sotto troviamo la
biforcazione del GTE, ovviamente seguiamo il n° 5 verso Est ed alle 11,40
decidiamo di fermarci una mezz’ora per il pranzo.
Approfitto volentieri delle
schiaccine sotto vuoto confezionate da Gaia, del resto per alleggerire lo
zaino di un amico si fa questo ed altro!
Svegliamo Mauro che è
riuscito pure a schiacciare un breve “pisolino” ed alle 12,30 attraversiamo
la strada asfaltata6 lasciando il n° 5 per il n° 18.
|
N° |
Luogo |
Coordinate GPS |
Altitudine |
Distanza km. |
Orario |
|
1 |
partenza da Pomonte |
N42
44.913 E10 07.540 |
33
m. |
0 |
7.15 |
|
2 |
bivio fra s. 9 e 31 |
N42
45.095 E10 08.017 |
139
m. |
0,9 |
7.31 |
|
3 |
Caprile sull’Orlano |
N42
44.750 E10 08.404 |
448
m. |
2,5 |
8.15* |
|
4 |
bivio fra s. 8 , 9 , 30, 31 |
N42
45.552 E10 09.786 |
623
m. |
5.6 |
10.14 |
|
5 |
Malpasso |
N42
46.123 E10 10.326 |
836
m. |
7.3 |
11.12 |
|
6 |
Perone (asfalto) |
N42
46.631 E10 11.990 |
617
m. |
10.2 |
12.30 |
*
da questo momento l’orario è “ingrassato” dalla sosta forzata di 55’ nel
caprile.
Radura monte Perone – Fattoria monte
Orello
Evidentemente distratto dalla
conversazione (come dice la moglie due cose contemporaneamente non riesco a
farle...) non mi accorgo di un evidente segnale bianco rosso e così
perdiamo il sentiero, fortunatamente sono solo 100 metri ed in pochi minuti
torniamo sulla retta via.
La discesa diventa sempre più
ripida ed il dolore al tendine adesso è veramente forte, così rantolando ed
imprecando spero che il sentiero spiani il prima possibile.
Non è certo di consolazione
il fatto che anche Mauro sia in difficoltà, il suo ginocchio sinistro è da
tempo che lo ha lasciato...
Sorretti così da una
ferrea volontà, ma più che altro trainati dalla valanga Gaia raggiungiamo lo
sterrato più ampio avvolti dal profumo delle ginestre spinose in fiore (il
pruno caprino per intenderci), circa 500 m. e arriviamo alle Solane, quindi
abbandoniamo lo stradone7 e superando il modesto monte Castello,
raggiungiamo il Colle di Procchio8 , sono le 14,22.
A questo punto lo zaino ha
svolto perfettamente il suo compito: spaccarci irrimediabilmente le spalle e
la sosta di 20’ é solo un effimero sollievo prima di attraversare il caldo
asfalto della provinciale.
Un consiglio: nell’
attraversare non proseguite, come indicato sulla carta, nella stessa
direzione da cui siete venuti, ma costeggiate la provinciale in direzione
Sud per prendere il primo asfalto sulla sinistra; questo perché la fine del
n° 18 è erroneamente tratteggiata più a Sud.
Siamo sul 44, inizialmente in asfalto, e
grazie nuovamente alla nostra carta dei sentieri, che all’altezza del campo
sportivo indica di seguire la destra, commettiamo un altro errore che ci
costerà circa 15’ per poi riattraversare il ponte e fare rotta tenendo la
sinistra per casa Miliani (lo sapevo che bisognava passare di qui!).
Raggiungiamo un grosso rudere
dove, come se non bastasse, il n° 44 comincia decisamente a salire ed il
sole a picchiare sulla schiena.
Poco prima di congiungersi
con il più ampio sterrato del sentiero 489, nell’attendere i miei
compagni, desto l’interesse di una vipera ancora mezza addormentata, ed è
solo grazie al grido di Gaia che evito di calpestarla... dite che mi ha
salvato la vita? No si era solo spaventata.
Sostiamo 10’ per bere e
riprendere fiato e proseguiamo sul 48 fino ai pressi di Buca di Bomba10,
intersezione fra i sentieri 48, 55 e 65, dove lo abbandoniamo per il più
impegnativo ma panoramico 65, che ci fa passare dal monte S. Martino
(Termine11) e dal monte Barbatoia, per poi continuare sul
trafficato stradone militare.
Esausti, procediamo per
inerzia, calamitati verso la fattoria di monte Orello, con le scorte di
acqua oramai agli sgoccioli attraversiamo l’asfalto di Colle Reciso12
passando dal 65 al 64, quindi superata13 fonte Schiumoli
attraversiamo il ranch di Antonio, mancano poche centinaia di metri, e
finalmente alle 18,05 raggiungiamo la fine della tappa; proprio sotto di noi
c’é la villa che ci attende per la notte!
|
N° |
Luogo |
Coordinate GPS |
Altitudine |
Distanza km. |
Orario |
|
7 |
S 18 |
N42
46.758 E10 13.393 |
180
m. |
13,4 |
13,39 |
|
8 |
Colle di Procchio |
N42
46.709 E10 14.778 |
49
m. |
16,1 |
14,22 |
|
9 |
bivio fra s. 44 e 48 |
N42
46.510 E10 16.342 |
243
m. |
19,1 |
16,00 |
|
10 |
bivio fra s. 48 , 55 e 65 |
N42
46.780 E10 16.345 |
284
m. |
19,7 |
16,20 |
|
11 |
Termine |
N42
46.584 E10 16.615 |
368
m. |
20,3 |
16,35 |
|
12 |
Colle Reciso |
N42
46.892 E10 18.732 |
201
m. |
24.0 |
17,27 |
|
13 |
Curva dopo fonte Schiumoli |
N42
47.084 E10 19.299 |
162
m. |
25,1 |
17,46 |
|
14 |
Arrivo fattoria monte Orello |
N42
46.959 E10 19.558 |
246
m. |
26,3 |
18,05 |
Digressioni sulla giornata
Benché fisicamente molto provati, l’
alloggio per la notte si rivela un vero toccasana, il freddo dovuto
soprattutto alla stanchezza ben presto svanisce di fronte al caldo tepore di
un bel caminetto acceso, e lo scoppiettio della legna diventa ben presto una
piacevole melodia.
Gaia prepara un ottima cena
che non poteva concludersi che con una bella bottiglia di rosso portataci
dall’amico Maurizio.
Telefonicamente, abbiamo
sentito più volte l’amico Alberto, avrebbe voluto unirsi a noi, ma impegni
di lavoro l’hanno trattenuto; con l’ultima chiamata ci comunica di
raggiungerci al mattino per la seconda tappa.
Dubbiosi sulle nostre
capacità di recupero, confortati comunque dalle considerevoli ore di sonno a
disposizione, ma soprattutto dalla bustina di Aulin presa dopo cena, alle
21,30 andiamo a dormire, perplessi sul domani.
Tappa
n° 2 “La Rivincita”
Fattoria monte Orello – Le Panche
Se il mattino ha l’oro in
bocca non lo so, ma di sicuro la dormita ed il robusto analgesico ci hanno
rimesso in sesto, e senza nemmeno consultarci ci prepariamo per la seconda
tappa.
Con un mesto messaggino
Alberto ci avvisa di dover rinunciare, peccato (per lui), ma tanto è giovane
ed avrà certo occasione di riprovarci....
Facciamo colazione,
prepariamo gli zaini già alleggeriti dal cibo consumato la sera prima,
decidendo di lasciare in custodia al disponibile signor Giorgio (il
responsabile della fattoria), i sacchi a pelo e altre cose inutili,
risultato? abbiamo risparmiato circa 3 kg.!
Sono le 7,30 e le basse nubi
sospinte dallo scirocco non ci intimidiscono, partiamo in direzione del
monte Orello15.
Raggiunta la vetta, mi
rendo conto di avere dimenticato le borracce sul tavolo della cucina, così
mi aggiudico il premio di bella fava, che consiste nel posare lo zaino e
correre a prenderle; 15’ di “puro divertimento”.
Riprendiamo a scendere alle
8,17 lungo il sentiero che costeggia il fosso dei Catenacci fino a casa
Marchetti16.
Quindi, come indicato
facciamo un breve tratto lungo la strada provinciale, per poi girare a
sinistra sempre sul lungo 63.
Sono le 9,37 quando
raggiungiamo lo sconnesso sterrato del Buraccio17, continuiamo a
salire dolcemente fino ad arrivare al bivio con il 7718, quindi
alle 10 ci fermiamo al riparo per una colazione.
Riprendiamo il cammino dopo
20’ continuando a salire, rientriamo così nelle nuvole, schiacciate contro
il crinale dal fastidioso vento di Sud Est che ci costringe ad indossare la
giacca.
Superata Cima del Monte19
, incrociamo un nutrito gruppo di turisti tedeschi incuranti dell’
aria e del terreno certamente non adatto alle loro calzature.
Nel tratto in discesa che ci
avvicina alla strada asfaltata20 del Volterraio, il sole comincia
a farsi vedere, e da questo momento ci seguirà per il resto della giornata.
|
N° |
Luogo |
Coordinate GPS |
Altitudine |
Distanza km. |
Orario |
|
15 |
Monte Orello |
N42
46.815 E10 19.274 |
377
m. |
1,1 |
7,49 |
|
16 |
Casa Marchetti |
N42
46.744 E10 20.829 |
47
m. |
4,4 |
8,51* |
|
17 |
Sterrato del Buraccio |
N42
46.989 E10 22.047 |
166
m. |
7,0 |
9,37 |
|
18 |
bivio fra s. 63 e 77 |
N42
46.754 E10 22.584 |
242
m. |
8,0 |
9,53 |
|
19 |
Cima del Monte |
N42
47.704 E10 23.428 |
507
m. |
10,7 |
11,03 |
|
20 |
Asfalto fine 63 inizio 62 |
N42
48.504 E10 23.592 |
330
m. |
12,3 |
11,39 |
*
da questo momento l’orario è “ingrassato” di 15’ per recupero borracce.
Le Panche - Cavo
Riprendiamo per l’ampia
salita sulla destra del monte Capannello (sentiero 62), fino a raggiungere
una vetta vicina21, il panorama e veramente superbo, il castello
del Volterraio sembra proprio inespugnabile, e sotto di lui la valle del
Frasso e quella delle Foreste, mostrano fiere la loro bellezza.
Da qui è un sali scendi fino
allo Strega22, superato il quale, l’impegnativa discesa ci
conduce all’Aia di Cacio, sono le 12,37.
Abbandoniamo il crinale
continuando a scendere fino alle 13,00, dove in un gradevole tratto in ombra
decidiamo di fermarci per pranzare e recuperare le forze per quella che
dovrebbe essere l’ultima salita impegnativa.
Mezz’ora di relax e
via verso l’ultima sfida, almeno così dice Max (che sono io); calpestiamo
per pochi metri la strada della Parata23, per cominciare a
risalire le pietre del monte Grosso24 (sentiero 61).
Il sole ed il brutto terreno
sassoso sembrano volerci sfidare, accetto, ed inarrestabile arrivo sulla
vetta del monte in 30’, è il mio momento di gloria!
Sono così entusiasta che non
tolgo nemmeno lo zaino dalle spalle ed aspetto Gaia e Mauro che dopo poco si
affacciano fra la bassa vegetazione.
Una bevuta e cominciamo la
discesa calcolando già il probabile orario di arrivo a Cavo, superiamo
l’insegna dell’agriturismo dell’Amandolo25 lasciando il 61 per il
60; il paese e proprio sotto di noi, tuttavia il GTE, come ultimo scherzo,
ci allunga il tragitto di qualche chilometro.
I piedi cominciano a
bruciare, e ad ogni passo i sassi pungono sempre di più, ma ormai niente
può più fermarci, nemmeno i continui tornanti che ci tengono sempre vicini
al mausoleo Tonietti, “...ma quando finiscono...” mi domanda Mauro più
volte, “...presto, presto, ...vedrai alla prossima curva...” rispondo
sicuro, ma sò una sega.
Il rumore delle onde che si
infrangono sulla costa diventa sempre più forte, ci affacciamo sulla
spiaggia di Capo Castello alle 16,31; è finita!!!
Un raduno di vespe e
lambrette sul lungomare, crea una piacevole atmosfera di festa, e per noi lo
è veramente; aspettiamo seduti l’arrivo del signor Nino (il padre di Gaia)
che gentilmente si è offerto di venirci a prendere in auto; meglio di così
non poteva finire.
|
N° |
Luogo |
Coordinate GPS |
Altitudine |
Distanza km. |
Orario |
|
21 |
Vetta vicino al Capannello |
N42
48.785 E10 23.446 |
408
m. |
13,0 |
11,56 |
|
22 |
Monte Strega |
N42
9.386 E10 23.885 |
425
m. |
14,4 |
12,25 |
|
23 |
Asfalto Parata fine 62 inizio 61 |
N42
50.630 E10 24.019 |
138
m. |
17,7 |
13,52 |
|
24 |
Monte Grosso |
N42
51.153 E10 23.981 |
340
m. |
18,9 |
14,24 |
|
25 |
Amandolo fine 61 inizio 60 |
N42
51.486 E10 24.637 |
91
m. |
21,2 |
15,09 |
|
26 |
Spiaggia di Capo Castello |
N42
51.981 E10 25.168 |
12
m. |
26,8 |
16,31 |
Conclusioni
Ormai stanco per le ore
passate davanti al computer per dare (spero) degna memoria a questa nostra
avventura, non posso non pensare all’amico Alberto, impegni di lavoro non
gli hanno consentito di essere uno di noi, e so che ci teneva tanto.
La bellezza dei luoghi
attraversati, i profumi, le immagini, la sofferenza e la gioia di questi
indimenticabili due giorni rimarranno sempre con noi, ...sarebbe stato bello
dividerli anche con gli altri amici.
Portoferraio 01.05.2006
Gaia, Mauro e Max
(...“chi un ci conosce, sa’ na sega chi siamo!”...)
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